Tappa molto lunga, con parecchi saliscendi e dislivello impegnativo, pur tecnicamente facile.
Il paesaggio è splendido, con vista molto panoramica e ampi scorci sulla costa tirrenica e sulle Madonie. Le chicche del giorno sono i borghi di Caltavuturo e Sclafani Bagni (con la pozza termale!).
La tappa rappresenta in buona parte una variazione al Sentiero Italia (che rimane nel fondovalle evitando i paesi), qui preferita per ammirare i fantastici borghi di Caltavuturo e Sclafani Bagni - imperdibili!
Diversi tratti del percorso sono infestati dall'erba alta, che li rende talvolta poco riconoscibili; la traccia rimane comunque abbastanza intuibile.
Dopo Sclafani Bagni si percorre un buon tratto su strada statale: prestare attenzione.
Lungo il cammino si incontrano diversi cancelli di filo spinato da aprire (e richiudere, sempre!), specialmente dal Bosco del Cardellino in poi.
Rischio di zecche.
Punti acqua assenti da Sclafani Bagni sino a fine tappa.
Gran parte della tappa è priva d'ombra.
Lasciamo Scillato e superiamo l'autostrada grazie a un sottopasso; quindi, su strada bianca, cominciamo la salita (400 m D+ ca.) verso Caltavuturo. La pendenza è talvolta decisa ma abbastanza regolare, e dobbiamo talvolta fare i conti con l'erba alta che nasconde la traccia. Giunti su una strada asfaltata, la attraversiamo e continuiamo a salire, raggiungendo una cava di pietra e poco dopo l'antica rocca di Caltavuturo; in breve siamo in paese, dominato dalla mole ciclopica della Rocca di Sciara (1.050 m), di roccia dolomitica.
Lasciamo (a malincuore!) Caltavuturo e scendiamo lievemente (100 m D- ca.) fino a raggiungere la statale nei pressi di un tornante; subito dopo, lasciamo la strada, prendiamo il sentiero sulla sinistra e iniziamo a salire (250 m D+ ca.) verso Sclafani Bagni. Dopo una prima parte abbastanza ripida, la salita si fa più dolce e sbuchiamo sulla provinciale, che imbocchiamo verso sinistra per arrivare quindi al bellissimo borgo di Sclafani Bagni, ennesimo gioiello dell'entroterra siciliano.
Visitato il paesino, attacchiamo la lunga discesa (550 m D- ca.) verso il fondovalle. Imbocchiamo dapprima una strada lastricata ben ripida ricoperta d'erba alta, quindi prendiamo verso destra una strada bianca in falsopiano e giungiamo a una piccola pozza termale, ottima per una bagno depurativo. Subito dopo, passiamo su strada asfaltata che ci riporta alla strada statale, sulla quale rimaniamo a lungo superando il torrente Salito e cominciando la lunga salita (700 m D+ ca.) al versante settentrionale del Monte Roccello. Dopo circa 1 km, svoltiamo a sinistra su una piccola strada asfaltata (privata), immersa in uliveto, che diventa poi sterrata e ci conduce fino ad una grossa azienda agricola. Subito dopo iniziamo ad attraversare il bellissimo Bosco del Cardellino, caratterizzato dalle querce da sughero, e giungiamo al termine della salita, dove superiamo un cancello di filo spinato, non facilissimo da aprire.
Scendiamo così (400 m D- ca.) lentamente, incontrando diversi cancelli di filo spinato, fino a ritrovare l'asfalto e raggiungere il centro di Montemaggiore Belsito.
Nel comune di Montemaggiore Belsito è presente la Riserva naturale orientata Bosco di Favara e Bosco Granza, che si estende per quasi 3.000 ettari nei comuni di Aliminusa, Cerda e Sclafani Bagni.
L'area, sovrastata dal Monte Soprana (1.127 m), vede la presenza di numerosi i boschi di sughero, orniello, roverella e leccio, e di laghetti artificiali in cui vivono numerose specie di fauna acquatica.
Nell'entroterra della valle dell'Himera, ai piedi di Rocca di Sciara (1.050 m), sorge il borgo di Caltavuturo, antica roccaforte del periodo bizzantino - altri sostengono che il primo insediamento fu di origine araba. L'enorme falesia soprastante, dai colori rossastri, rende il paesaggio di assoluto fascino.
A caratterizzare il borgo, tra l’altro, è la porta madonita: una normale porta a cui si aggiunge una porticina più piccola che serviva per infilare la mano e aprire la porta tirando il chiavistello.
Nel borgo, alla fine del XIX secolo, si svolse la rivolta dei fasci siciliani, in cui i contadini che manifestavano furono trucidati dalle forze dell'ordine.
Tra Montemaggiore Belsito e Caltavuturo, nel comune di Sclafani Bagni, sorgono le terme di Sclafani, una sorgente termale che sgorga alla temperatura di 37 gradi centigradi, sulla quale fu costruito nel 1748 uno stabilimento termale da parte della Casa Ducale di Fernandina. A metà del XIX secolo lo stabilimento fu ristrutturato ma venne subito distrutto dalla frana; ricostruito negli anni '40 del Novecento, fu abbandonato definitivamente negli anni '90. Lo stabilimento abbandonato continua a mantenere il fascino di un tempo e nei pressi sorgono diverse pozze naturali in cui si può godere delle calde acque termali.
Il celebre incisore olandese Escher al suo passaggio a Sclafani Bagni fu folgorato dalla bellezza del luogo e realizzò una incisione.
Tipico dolce della festa dei morti sono i tetù e teio (o catalani), biscotti bianchi e neri ricoperti con la glassa di zucchero. Il nome significa "uno a te e uno a me".
Dall'esterno croccante e l'interno morbido, sono farciti nei modi più diversi; i più noti sono con mandorle e cioccolato.
Affittacamere Stone House, a Montemaggiore Belsito. Tel. 338 899 2438
Punto di partenza raggiungibile in macchina.
Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Palermo.
Qui il LINK per controllare gli orari.
Punto di partenza NON raggiungibile in treno.
Disponibile in tutte le librerie, il libro propone 25 itinerari dal Sentiero Italia, dalle Valli del Natisone fino alla Barbagia, di varia lunghezza e difficoltà, per chi vuole partire alla scoperta del trekking più lungo del mondo.
Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!