Tappa di media lunghezza e dislivello contenuto, con una sola vera salita.
Usciamo dalle Foreste Casentinesi e ci avviciniamo alla fine della Grande Escursione Appenninica.
In caso di forti piogge alcuni tratti specialmente in discesa possono trasformarsi in veri e propri fiumiciattoli che rendono la percorrenza molto difficile, data l’estrema scivolosità del fondo.
Punti d’acqua assenti fino a Montione (quasi a fine tappa).
Lasciamo Badia Prataglia per salire (300 m D+ circa) al Passo dei Mandrioli (1.173 m). Prendiamo dapprima la strada asfaltata che costeggia il Torrente Archiano; dopo un paio di km, all'altezza di una falegnameria, prendiamo sulla sinistra il sentiero 00, che sale tra i faggi e i pini fino al Passo dei Mandrioli (1.173 m).
Giunti al passo, dove incrociamo la strada provinciale, seguiamo a destra lo 00 e proseguiamo in dolce saliscendi lungo il crinale verso sud-est, immersi nella pineta. Oltrepassato il Monte Zuccherodante, teniamo il crinale in leggera salita (100 m D+ circa), andando ad aggirare il Montalto (1.302 m) dal versante occidentale.
Iniziamo quindi la lenta discesa (450 m D- circa). Al Passo Rotta dei Cavalli (1.165 m) abbandoniamo la dorsale e lo 00, per prendere sulla sinistra il sentiero che scende verso nord, sempre dentro il bosco. Facendo attenzione a non prendere i numerosi sentieri che incrociamo, attraversiamo l’abitato di Montione e guadagniamo il fondovalle. Superato il Fiume Savio, con una breve salita (100 m D+ circa) entriamo nel piccolo borgo di villeggiatura di Verghereto. Chi ha gamba e volesse prolungare la tappa, può portarsi avanti su quella successiva e salire al Monte Fumaiolo, per dormire al Rifugio Biancaneve (che da Verghereto dista circa 8 km e 500 m D+ circa).
Durante l'ultimo conflitto mondiale Tavolicci, una frazione di Verghereto ritenuta nascondiglio di partigiani, fu oggetto di una strage cieca e raccapricciante commessa da fascisti e nazisti, che trucidarono sessantaquattro cittadini (in maggioranza anziani, donne e bambini), bruciandoli vivi nelle loro case e distruggendo l'intero centro abitato; era il 22 luglio 1944.
La pera cocomerina è uno dei prodotti tipici dell’Appennino romagnolo e in particolare di Verghereto. Piccola e molto profumata, è contraddistinta dalla polpa rossastra, una volta aperta pare un frutto tropicale.
Un frutto antico, salvato dal pericolo di scomparsa, diventato un Presidio Slow Food.
Campeggio Astrocamp, a Verghereto. Tel. 335 837 3083
B&B Penelope, a Verghereto. Tel. 347 519 7406
Rifugio Biancaneve, poco sotto la vetta del Monte Fumaiolo (lungo la tappa successiva, a circa 8 km e 500 m D+ da Verghereto). Tel. 0543 917785 - 331 798 9895
Punto di partenza raggiungibile in macchina.
Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla cittadina di Bibbiena.
Qui il LINK per controllare gli orari.
Punto di partenza NON raggiungibile in treno.
La località raggiungibile con il bus più vicina è Bibbiena, partendo dalla città di Arezzo.
Qui il LINK per controllare gli orari.
Disponibile in tutte le librerie, il libro propone 25 itinerari dal Sentiero Italia, dalle Valli del Natisone fino alla Barbagia, di varia lunghezza e difficoltà, per chi vuole partire alla scoperta del trekking più lungo del mondo.
Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!