Tappa molto lunga, pur priva di difficoltà e grossi dislivelli.
Attraversiamo il bellissimo Bosco di Mangalaviti, di faggi secolari, quindi il Lago di Biviere (con la vista sulle Rocche del Crasto) e il Lago di Maulazzo.
Tappa molto lunga, da affrontare ben allenati; bene partire di buon'ora (non ci sono strutture intermedie).
Segnaletica non sempre presente, monitorare la traccia GPS (il tracciato rimane comunque sempre molto chiaro).
Unico punto acqua appena prima del Lago di Maulazzo: portarne ottima scorta.
Lasciamo Floresta su strada asfaltata; dopo un paio di chilometri imbocchiamo la stradina (sempre asfaltata) sulla sinistra e prendiamo a salire (100 m D+ ca.) lentamente, quindi scendiamo di pari dislivello su strada dissestata verso il torrente Grassetta; abbandoniamo l'asfalto e infiliamo una carrozzabile (detta Dorsale dei Nebrodi), attraversiamo il torrente e prendiamo nuovamente a salire (250 m D+ ca.) senza strappi eccessivi. Rimanendo sulla larga dorsale in comodo saliscendi avviciniamo Pizzo Scavello, quindi entriamo nel Bosco di Mangalaviti e saliamo dolcemente a Serra Pignataro; il paesaggio boschivo è splendido.
Da Serra Pignataro (1.653 m) scendiamo (350 m D- ca.) al Lago Biviere, unico lago naturale dei Nebrodi, caratterizzato da una speciale alga (Euglena sanguinea) che in estate lo colora di rosso. A nord è bellissima la vista sulle Rocche del Crasto, di roccia dolomitica, e sulle Eolie (Alicudi e Filicudi).
Dopo un breve tratto pianeggiante, attraversiamo il torrente Cuderi e saliamo (100 m D+ ca.) fino al Lago Maulazzo. Dopo averne percorso la sponda nord-occidentale, torniamo a salire (100 m D+ ca.) per arrivare alla strada asfaltata: siamo a Portella di Femmina Morta (1.526 m: il valico stradale più alto della Sicilia). Prendiamo la strada verso sinistra e, dopo poche centinaia di metri, siamo al Rifugio Villa Miraglia."
Tutto il territorio siciliano è ricco di miti e leggende provenienti dal periodo ellenistico.
Tra i miti c'è quello delle Isole Eolie, legate ovviamente al dio dei venti Eolo. Il mito racconta che Eolo ricevette da Zeus il compito di controllare i venti dopo che questi avevano causato il distaccamento dell'isola dal continente. Eolo scelse l'isola di Lipari per custodirli, chiusi in un otre, al sicuro in una grotta.
Anche un episodio dell'Odissea è legato alle isole Eolie: il poema narra che Eolo ospitò commosso Ulisse e gli fece dono dell'otre che conteneva i venti contrari alla sua rotta. Mentre Ulisse riposava, ripresa la navigazione, i suoi compagni aprirono l'otre credendolo pieno di tesori e si scatenò così una tempesta da cui, di tutta la flotta, si salvò soltanto la nave dell'eroe omerico.
Alle pendici del Monte Soro è presente il Lago Maulazzo, un bacino artificiale di 5 ettari realizzato negli anni '80.
Circondato dalla faggeta di Sollazzo Verda, è un luogo suggestivo che attira molti turisti locali che si godono il paesaggio nei giorni di festa.
Tra le specie faunistiche che popolano il Parco dei Nebrodi c'è il suino nero dei Nebrodi che è libero di scorrazzare e cibarsi tra i cinquantamila ettari di faggi e querce - chiusi da recinti mobili.
Molto simile al cinghiale, è caratterizzato dalla taglia piccola e dal mantello ricoperto da folte setole scure. Tradizionalmente allevato allo stato brado o semibrado, fa parte delle poche razze autoctone di suino sopravvissute in Italia (la maggior parte sono state sostituite dai più produttivi maiali provenienti dall'Europa centrale). Protetta dal presidio Slow Food, la carne del suino nero dei Nebrodi è da sempre utilizzata per la produzione dei classici insaccati come la salsiccia (fresca o secca), il salame fellata, il capocollo, insieme alla pancetta e al prosciutto. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un incremento degli allevamenti di questa antica razza (si parla della sua presenza già in epoca greca e cartaginese) conosciuta anche come “nero siciliano” o “nero dell'Etna”. Il suino nero dei Nebrodi ha una buona fertilità ed è capace di resistere meglio alle malattie e alle avversità climatiche.
Rifugio Villa Miraglia, 500 m a sud da Portella Femmina Morta. Tel. 095 883 4898
Punto di partenza raggiungibile in macchina.
Punto di partenza raggiungibile in bus, partendo dalla città di Catania.
Qui il LINK per controllare gli orari.
Punto di partenza NON raggiungibile in treno.
Disponibile in tutte le librerie, il libro propone 25 itinerari dal Sentiero Italia, dalle Valli del Natisone fino alla Barbagia, di varia lunghezza e difficoltà, per chi vuole partire alla scoperta del trekking più lungo del mondo.
Scritto da Yuri e corredato dalle foto di Sara e dalle mappe di Montura, è insieme un racconto e un atlante sparso e ispirazionale delle Terre Alte, tratto dall'esperienza in spedizione: una miscellanea di aneddoti, sapori, incontri e sensazioni... un motivo in più per fare lo zaino!